Fotovoltaico: efficienza celle oltre l’80% con i nanotubi di carbonio

22/01/2014

I ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT) stanno cercando di aumentare l'efficienza delle celle solari attraverso uno strato di nanotubi di carbonio che consente di sfruttare lunghezze d'onda dello spettro solare che di solito non vengono assorbite.
Le celle fotovoltaiche convenzionali, infatti, non interagiscono con l'intero spettro della luce solare, cosa che, secondo gli scienziati, limita il rendimento massimo teorico di questo tipo di celle solari al 33,7%. Al di là dei limiti teorici, le celle standard più efficienti attualmente disponibili in commercio convertono in energia elettrica circa il 22% di luce solare.
La tecnologia dei nanotubi può essere utilizzata per superare questi limiti, o almeno così sostiene Evelyn Wang, professore associato di Ingegneria Meccanica al MIT. Secondo Wang, con questa tecnologia la quantità di energia alla luce del sole che è convertita in energia elettrica potrebbe idealmente raggiungere l'80%.
Il calore ha un ruolo chiave in questo processo, descritto sulla rivista Nature Nanotechnology. Nei loro studi, infatti, gli scienziati del MIT hanno combinato dei nanotubi di carbonio (cilindri cavi con pareti di spessore monoatomico) con dei cristalli fonici, in modo da realizzare un sistema assorbitore-emettitore a doppio strato.
Quando i nanotubi assorbono la luce solare, la temperatura del dispositivo sale fino a 962 gradi Celsius. A questo punto, i cristalli riscaldati emettono luce che la cella fotovoltaica è in grado di trasformare in energia elettrica.

fonte: www.greenstyle.it

Fotovoltaico anche la notte: nuova invenzione dagli USA

20/01/2014

l più grande limite dell'energia solare è che il sole non resta in cielo 24 ore su 24. Grazie però all'avanzamento tecnologico odierno, anche questo ostacolo sta per essere superato. Il grande salto però potrebbe avvenire non grazie a invenzioni futuristiche, ma a un sistema che esiste da milioni di anni: la fotosintesi delle piante.
Simulando lo stesso processo dei vegetali infatti, i ricercatori della University of North Carolina (UNC) hanno creato celle solari in grado di produrre energia anche di notte. L'ispirazione è arrivata come detto dalle piante, in particolare dal processo che vede la conversione della luce solare in combustibile per le cellule.
L'invenzione si chiama cella fotoelettrosintetica colorante sensibilizzata e funziona in parte come una normale cella solare (riceve energia dal sole e la trasforma in energia), ma in parte viene utilizzata anche per creare una reazione chimica nell'acqua tra idrogeno e ossigeno. La reazione ha come prodotto finale la creazione di idrogeno al quale attingere a seconda delle necessità.
Ogni cellula è formata da due componenti: una molecola e nanoparticelle. La molecola assorbe la luce solare in entrata e avvia un processo di assorbimento degli elettroni dall'acqua. A questo punto entrano in gioco le nanoparticelle che prendono gli elettroni e li utilizzano per produrre idrogeno.
L'ossigeno contenuto nell'acqua evapora, mentre il combustibile rimane sul posto, legato all'energia solare. Grazie a questo processo, dicono dall'università americana, è possibile che il pannello solare continui a produrre energia anche di sera o con il cielo nuvoloso.
Le buone notizie però non finiscono qui. I ricercatori anticipano che lo stesso principio potrebbe essere utilizzato anche per creare energia utilizzando l'anidride carbonica, la quale verrebbe trasformata in combustibili a base di carbonio. L'effetto benefico sarebbe duplice perché, oltre a produrre energia pulita, ripulirebbe l'aria da uno dei principali gas serra.
Se per questa applicazione ci vorrà però del tempo, la prima realizzazione è molto vicina dato che diverse agenzie di tutto il mondo sono alla ricerca di un modo per ottenere energia solare 24 ore al giorno e potrebbero investire in questa invenzione.

Fonte: www.greenstyle.it

Risparmio energetico in casa: Google lancia l’app EnergySense

19/12/2013

Google è impegnata nella preparazione di soluzioni per rendere più efficiente la gestione energetica della casa, come confermato da alcune indiscrezioni diffuse sul Web nelle scorse ore. Il gruppo di Mountain View, infatti, sta lavorando ad un progetto chiamato EnergySense che mette al centro il suo sistema operativo Android e tutti gli accessori elettronici per uso domestico, i quali potranno essere gestiti da qualsiasi dispositivo mobile compatibile grazie ad un’apposita applicazione.

L’app EnergySense è stata mostrata in alcune foto non ufficiali e pare essere dotata di un’interfaccia dal quale l’utente può modificare diversi parametri. Al momento sembra che il software sia compatibile con un termostato marcato Google dal quale è possibile visualizzare e regolare, sempre tramite dispositivo Android, la temperatura scegliendo tra diverse pre-impostazioni come Fuori, Casa, Sveglio e Notte.

Le informazioni dicono che l’applicazione è ancora alle prime fasi di sviluppo e che prossimamente sarà migliorata con l’introduzione di nuove funzionalità, mentre il termostato mostrato in un’immagine è un prodotto sperimentale che Google ha dato in dotazione ad alcuni tester selezionati. L’apparecchio, a quanto si apprende, è in grado di connettersi ad Internet e dovrebbe avere lo scopo di aprire la via a nuove modalità per la gestione energetica della casa, portando potenzialmente Google ad affacciarsi nel campo della domotica intelligente.

Le fonti che hanno diffuso le indiscrezioni sul progetto EnergySense specificano comunque che il motore di ricerca americano non è intenzionato a produrre in proprio un hardware di questo tipo, per cui è più facile pensare che Google si possa limitare a sfruttare le proprie esperienze sul lato software per mettere a punto un’app in grado di portare qualunque dispositivo Android e diventare una specie di “hub” da cui gestire le tante funzionalità che gli elettrodomestici moderni possono mettere a disposizione.

Fonte:www.greenstyle.it

Tegole fotovoltaiche: cosa sono, come funzionano e chi le produce

20/01/2014

Le tegole fotovoltaiche rappresentano una delle possibili soluzioni tecnologiche per l'integrazione in architettura dell'energia solare. Si tratta, in sostanza, di tegole speciali che vengono inserite, in alternativa ai tradizionali pannelli, nelle coperture degli edifici, soprattutto quando si tratta di monumenti o di altri edifici di particolare pregio storico o architettonico.
La loro caratteristica principale, infatti, è quella di essere perfettamente integrate nel tetto che le ospita, un fatto questo che rende l'impatto estetico delle tegole fotovoltaiche praticamente nullo. Sono, inoltre, facili da maneggiare, installare e sostituire e si prestano, oltre che ai tetti a spiovente, anche alle coperture piane e alle facciate.
Di solito, questi dispositivi sono costituiti da una base in cotto (o in materiale sintetico) su cui viene inserito un piccolo pannello fotovoltaico, ma sul mercato ne esistono diverse tipologie, adatte ai vari tipi di tetto e con funzionalità differenti.
Le tegole fotovoltaiche a celle solari, ad esempio, sono costituite da piccoli pannelli fotovoltaici inseriti tra i coppi e protetti da un vetro che garantisce una certa resistenza agli agenti atmosferici, agli urti e all'eventuale calpestio.
Questo tipo di tegole, di solito, sono realizzate in argilla naturale o con speciali polimeri e sono facilmente adattabili a tutte le coperture. Anche se sono relativamente facili da installare (più o meno come le tegole tradizionali), richiedono la sostituzione dell'intero tetto e si distinguono per una produzione energetica piuttosto bassa.
In alternativa, è possibile optare per tegole fotovoltaiche a coppi, in cui l'elemento fotovoltaico ha proprio la forma della singola tegola, o per quelle trasparenti, realizzate in policarbonato, in pvc o in vetro. Anche queste sono adattabili a qualsiasi tetto e a a tutti i tipi di edificio e sono reperibili sia come tegola singola che come lucernari. Ideali per i punti luce e per i sottotetti garantiscono una buona trasmissione della luce e sono particolarmente resistenti agli agenti atmosferici.
Le tegole a struttura piatta, come dice il nome, sono invece realizzate con fotovoltaico a film sottile e si caratterizzano per la possibilità di calpestare la copertura in caso di necessità (per manutenzione, sostituzioni, etc). Buono anche il rendimento, ottima la durevolezza.
Un discorso a parte meritano poi le tegole solari termiche, realizzate normalmente in laterizio e concepite per produrre acqua calda sanitaria. In questo caso, i pannelli contenuti nelle tegole sono provvisti di un collettore in rame e di tubi sottovuoto. L'impianto prevede l'installazione di serbatoi termici per la conservazione dell'acqua calda, che può essere utilizzata anche per alimentare, ad esempio, un sistema di riscaldamento a pavimento. Impatto visivo praticamente nullo.

Fonte: www.greenstyle.itù

 

Attestato di prestazione energetica: multe fino a 18.000 euro per chi non ce l’ha

18/12/2013
Una multa da 3.000 a 18.000 euro: è quello che rischia chi sottoscrive un contratto immobiliare, di compravendita o affitto, senza l'Attestato di Prestazione Energetica (APE). La misura è contenuta nel Decreto legge Destinazione Italia, approvato di recente dal Consiglio dei Ministri.
Si tratta di una novità, dal momento che le norme attuali prevedono semplicemente l'annullamento dei contratti che risultino mancanti dell'APE. Oltre a inserire un'apposita clausola con la quale dichiara di aver ricevuto l'Attestato, l'acquirente (o il locatario) deve allegare al contratto immobiliare una copia dell'APE.
In mancanza della documentazione necessaria si rischia una multa salata, fino a 18.000 euro. La sanzione è più bassa, tra i 1.000 e i 4.000 euro, in caso di contratti di locazione di singole unità immobiliari sprovvisti dell'Attestato di Prestazione Energetica. Giro di vite in arrivo, dunque, anche se il decreto prevede una sanatoria per tutti i contratti finora annullati a causa proprio della mancanza di APE.
Ancora da chiarire, invece, la situazione dei contratti di trasferimento degli immobili a titolo gratuito, cui il Destinazione Italia non fa alcun riferimento. Ciò potrebbe significare che, a differenza di quanto previsto dalle norme attuali, in caso di donazione venga meno l'obbligo di allegare l'Attestato.

 

Fonte: www.greenstyle.it