Efficienza energetica: le proposte di Legambiente e CNAPPC

18/11/2013

“Un Paese impreparato a cogliere le opportunità offerti dall’Europa”, una strategia condivisa per riqualificare il patrimonio edilizio, puntando all’efficienza energetica ed alla sicurezza antisismica.

(Rinnovabili.it) - Nonostante le opportunità offerte dall’Europa attraverso le Direttive sull’efficienza energetica e la nuova programmazione dei fondi 2014/2020, il nostro Paese sembra essere “del tutto impreparato a cogliere le opportunità che si aprono dentro lo scenario di innovazione proposto a livello europeo”.

Sono queste le parole di denuncia che arrivano da Legambiente e dal Consiglio Nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (CNAPPC) attraverso il documento congiunto “Efficienza energetica in edilizia: dalle promesse ai cantieri”, annunciato qualche giorno fa dal vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini.

Mentre nel resto d’Europa il recepimento della Direttiva sull’Efficienza energetica è al centro del dibattito nazionale, in Italia non è nemmeno stato avviato il confronto sul Piano che il Governo dovrà presentare a Bruxelles entro Aprile 2014.

“E’ lo specchio di un Paese che ha preferito rinviare il problema piuttosto che innovare”, senza cogliere le opportunità offerte dalla nuova programmazione dei fondi europei 2014-2020 e dalle Direttive 2012/27 e 2010/31/UE, che hanno fatto dell’efficienza energetica la soluzione vincente per la riqualificazione diffusa del patrimonio edilizio, problema non irrilevante per l’Italia.

Secondo Legambiente e  CNAPPC l’unica soluzione per uscire dalla crisi economica degli ultimi anni, è quella di cambiare approccio facendo della riqualificazione statica ed energetica del patrimonio, il centro degli interventi dei prossimi anni e sfruttando il Piano per l’efficienza energetica che l’Italia dovrà presentare a Bruxelles, come  uno strumento che permetta di guidare le modifiche normative e le riattivare finalmente i cantieri per la ristrutturazione energetica degli edifici pubblici e privati esistenti, per la gestione efficiente degli impianti energetici e per la manutenzione del territorio.

Grazie ai finanziamenti previste per l’Italia dal nuovo quadro finanziario comunitario, secondo Ambientalisti ed Architetti, le risorse che si potranno mobilitare per l’efficienza energetica sono pari ad almeno 7 miliardi di euro, un volano non indifferente per la riqualificazione.

Come sfruttare al meglio le opportunità offerte dall’Europa, mettendo il nostro Paese in condizione tale da essere il più recettivo possibile? La soluzione proposta dalle due Organizzazioni si sviluppa secondo 6 linee strategie:

1 – Una strategia per la riqualificazione energetica e statica del patrimonio edilizio pubblico: ristrutturando ogni anno, a partire dal gennaio 2014, almeno il  3% della superficie coperta utile totale degli edifici riscaldati e/o raffreddati pubblici; introducendo un criterio prestazionale per selezionare gli interventi che sia condiviso ed univoco; escludendo dal patto di stabilità gli interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio ed introducendo un fondo nazionale di finanziamento e di garanzia per gli interventi di riqualificazione energetica di edifici pubblici e privati.

2 – Certezze per la certificazione energetica e la sicurezza sismica e statica degli edifici: come più volte sottolineato dal CNAPPC, serve una regia nazionale che uniformizzi i sistemi di certificazione sull’efficienza energetica degli edifici e precisi i requisiti di comfort e sicurezza legati invece alla ristrutturazione del patrimonio esistente. Inoltre il documento ricorda la fondamentale importanza di istituire un libretto antisismico obbligatorio, per garantire finalmente la sicurezza necessaria.

3 – Rendere strutturali gli incentivi per l’efficienza energetica in edilizia:visto che negli ultimi anni le detrazioni fiscali hanno sempre rappresentato “uno straordinario volano per il settore delle costruzioni”, permettendo la riqualificazione di circa 5,5 milioni di abitazioni. Oltre a rendere permanenti gli ecobus, secondo il documento sarebbe necessario estenderli anche al consolidamento antisismico.

4 – Un nuovo incentivo per la riqualificazione degli edifici condominiali: una delleprincipali cause di spreco energetico ed inquinamento. La proposta sarebbe quella di utilizzare il sistema dei titoli di efficienza energetica (TEE) per promuovere la riqualificazione degli edifici condominiali attraverso interventi da parte di ESCO in accordo con imprese di costruzione, rendendo evidenti i risultati quantitativi in termini di riduzione della domanda di energia, sulla scia del “Green Deal” avviato dal Regno Unito.

5 – Nuovi strumenti di riqualificazione del patrimonio edilizio: partendo dalla realizzazione di interventi di retrofit che permettano di ridefinire le strutture perimetrali per raggiungere determinate prestazioni energetiche, interventi sugli impianti e sulle schermature solari, l’installazione di impianti da fonti rinnovabili, fino ad arrivare a rendere possibili modifiche che migliorano la vivibilità degli spazi privati e condominiali, come ad esempio l’adozione di tetti verdi, ma che oggi sono limitati da una legislazione urbanistica ormai vetusta.

6 – Da periferie a eco-quartieri:  efficienza energetica e interventi di rigenerazione urbana– trasformando le periferie degradate ed i centri storici abbandonati in esempi di smart city, attraverso un consumo del suolo pari a zero e, soprattutto, mediante procedure chiare, lineari e semplici abbandonando per sempre le  programmazioni speciali del passato ( quella degli anni ’90 fatta di Pru e Prusst) ed il fallimento attuale ‘Piano Città’.

Fonte: www.rinnovabili.it

Rinnovabili: dalle fonti pulite il 45% dell’energia mondiale nel 2035

18/11/2013

Le fonti di energia rinnovabile potrebbero arrivare a soddisfare circa il 40% del fabbisogno globale di energia nel 2035. Lo sostiene l’International Energy Agency (IEA) nell’edizione 2013 del World Energy Outlook (WEO-2013), precisando che per quella data la domanda energetica mondiale aumenterà di circa un terzo rispetto ai livelli odierni, soprattutto a causa delle accresciute richieste dei Paesi asiatici.

Per il peso delle rinnovabili aumenti, si legge nel WEO-2013, servirà un sistema accuratamente studiato di incentivi statali. Per sostenere il previsto livello di distribuzione delle fonti green, in particolare, i sussidi statali dovrebbero crescere dai 101 miliardi di dollari totali del 2012 a 220 miliardi nel 2035.

Nonostante la stima di crescita per le energie “pulite”, comunque, si prevede, le emissioni di CO2 legate all’energia aumenteranno del 20% entro il 2035, con il rischio di un aumento della temperatura media globale di 3,6 ° C, molto al di sopra del limite di 2 gradi fissato dalla comunità scientifica internazionale.

Al di là dell’incremento delle fonti rinnovabili, secondo la IEA nel 2035 i combustibili fossili copriranno ancora il 76% della domanda totale di energia (era l’82% del 2011) e, in particolare, il 57% di quella elettrica (contro il 68% del 2011). Spiega il direttore esecutivo dell’IEA, Maria van der Hoeven:

Grandi cambiamenti stanno emergendo nel mondo dell’energia, in tema di variazioni della domanda, sforzi di decarbonizzazione e scoperte tecnologiche. Abbiamo gli strumenti per affrontare tale cambiamento profondo del mercato.

Immediato il commento del WWF, secondo il quale il World Energy Outlook ribadisce la necessità di muoversi verso le energie rinnovabili per evitare ulteriori future emissioni di gas serra.

Per questo l’associazione ha chiesto ai Governi nazionali un segnale forte a favore di energie rinnovabili ed efficienza energetica, a cominciare dalla eliminazione degli incentivi per i combustibili fossili. Commenta Mariagrazia Midulla, responsabile Clima del Wwf Italia:

Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca, e la Aie è troppo ottimista circa le nuove fonti di energia come lo shale gas Abbiamo bisogno di lasciare più di due terzi di tutti i combustibili fossili esistenti nel sottosuolo per avere buone possibilità di evitare che il riscaldamento globale arrivi a livelli pericolosi.

Fonte: www.greenstyle.it

Eolico in Brasile: 10% elettricità arriverà dal vento entro il 2021

04/11/2013

Il Brasile sta conoscendo lo sviluppo economico più importante della sua storia e l’economia non può reggere se non è supportata da una strategia energetica nazionale forte. Il Paese sudamericano in effetti ce l’ha e prevede di incrementare del 50% la produzione interna entro 10 anni. Ciò che più conta è però che buona parte di questa produzione sarà supportata dall’ energia eolica.

 

Sono sempre di più infatti i parchi eolici eretti o programmati in Brasile e la dirigenza politica si è resa conto che questa potenzialità non molto sfruttata può essere il volano dell’economia per il futuro. Finora la fonte rinnovabile più utilizzata è stata l’idroelettrico e certamente continuerà ad esserlo anche in futuro grazie alla conformazione geografica del Paese. L’apporto dell’eolico è però importante per soppiantare le vecchie centrali non rinnovabili che hanno reso il Brasile negli ultimi anni tra i Paesi più inquinanti.

 

Nei prossimi anni il Brasile si aspetta che il 5% del fabbisogno energetico nazionale sia soddisfatto da questa fonte. Entro il 2021 l’obiettivo è fissato al 10%. Per intenderci è come se la metropoli più grande del Sudamerica, San Paolo, che ospita 12 milioni di abitanti, fosse completamente alimentata dall’energia del vento. Uno sviluppo simile può sembrare esagerato, ma i governanti brasiliani lo ritengono fattibile.

 

Dopo lo spavento del 2001, quando un black-out lasciò senza energia l’intero Paese per giorni, tutte le forze politiche si impegnarono a sviluppare una rete energetica sempre più efficiente e individuarono proprio nell’energia eolica una delle principali opportunità. Un’opportunità anche e soprattutto economica.

 

Mathias Becker, presidente di Renova Energia, una delle principali aziende coinvolte nel progetto, racconta al Washington Post che quando fondò l’azienda 12 anni fa il suo valore era di 5000 dollari. Oggi ne vale un miliardo e mezzo. La sua teoria è semplice: eolico e idroelettrico sono compatibili e possono dare energia al Brasile. Quando piove non c’è vento e quando c’è vento non piove, dice Becker. Un mix perfetto per creare energia.

 

L’eccezionalità dell’impresa nell’ambito eolico in Brasile sta anche nella velocità con la quale si è sviluppato. Nel 2009 lo Stato ha indetto la prima asta pubblica per la costruzione di un parco eolico. Oggi il Paese, che ospita 200 milioni di persone, garantisce già il 3% del fabbisogno energetico con l’energia del vento grazie a 140 parchi eolici ed è in grado di fornire elettricità pulita a 4 milioni di abitazioni.

 

Fonte: www.greenstyle.it

Fotovoltaico: in arrivo celle solari bifacciali che sfruttano l’infrarosso

12/11/2013

Le celle solari in commercio riescono a sfruttare solo una frazione limitata della radiazione solare. Le celle al silicio non sono in grado di utilizzare, per la generazione di energia elettrica, una parte della radiazione infrarossa, la porzione dello spettro solare con la lunghezza d’onda più corta. Il risultato è che circa il 20% dell’energia in arrivo dal sole non è disponibile per la produzione di elettricità.

Ora però i ricercatori dell’Istituto Fraunhofer di Friburgo, insieme ai loro colleghi dell’Università di Berna, in Svizzera, e dell’Università Heriot-Watt di Edimburgo, in Scozia, sono riusciti per la prima volta a rendere utilizzabile una parte di questa radiazione, impiegando uno speciale convertitore all’interno di nuove celle solari bifacciali.

La tecnologia che trasforma i raggi infrarossi in luce utilizzabile, in realtà, è conosciuta fin dal 1960, ma le sue possibili applicazioni alle celle solari vengono esplorate solo dal 1996. Quello ottenuto dai ricercatori di Friburgo, Berna ed Edimburgo è il più grande miglioramento in termini di efficienza finora realizzato.

Il funzionamento è questo: quando la luce colpisce la cella al silicio, questa assorbe una parte della radiazione. Il resto, inclusa la maggior parte degli infrarossi, la attraversa, raggiungendo il convertitore (costituito da una polvere microcristallina fatta di sodio fluoruro di ittrio incorporata in un polimero) collocato sul lato posteriore della cella.

Nel prototipo di cella solare bifacciale, parte dell’ittrio è stato sostituito dagli scienziati con l’elemento erbio. Sono proprio gli ioni erbio ad essere eccitati dalla luce in arrivo, che porta gli elettroni ad uno stato energetico più elevato. Questo salto energetico, una volta che l’elettrone torna al suo stato “normale”, consente l’emissione di luce.

I ricercatori hanno dovuto modificare le celle solari per renderle adatte ad impiegare un up-converter come questo. Normalmente il metallo è depositato a vapore sul retro, impedendo il passaggio della luce. Spiega Stefan Fischer, scienziato del Fraunhofer Institut:

Abbiamo dotato le celle solari di grate metalliche sui lati anteriore e posteriore, in modo che la luce infrarossa possa può passare attraverso le celle stesse. Inoltre, la luce può essere utilizzata da entrambe le facce della cella, per questo parliamo di celle solari bi-facciali.Per la prima volta, inoltre, abbiamo applicato il rivestimento anti-riflesso anche alla parte posteriore della cella, il che potrebbe aumentare l’efficienza dei moduli e far crescere le rese energetiche.

Fonte:www.greenstyle.it

Fotovoltaico a film sottile, First Solar abbatte i costi

04/11/2013

Nel terzo trimestre 2013, l’azienda First Solar, leader del mercato del fotovoltaico a film sottile, ha registrato, per il proprio modulo CdTe, il più significativo calo trimestrale del costo unitario per watt dal 2007 ad oggi.

Come risultato del suo programma di riduzione dei costi di produzione, First Solar ha annunciato con soddisfazione di essere diventata il produttore a più basso costo nel settore del fotovoltaico. Ha dichiarato Jim Hughes, Amministratore Delegato di First Solar:

Abbiamo ridotto i nostri costi di produzione dei moduli da 0,67 dollari per watt a 0,59 dollari, con un calo, nell’ultimo trimestre, di otto centesimi di dollaro, pari al 12% in meno. Si tratta del maggior miglioramento trimestrale dei costi di produzione in sei anni, a partire dal 2007.

I dati diffusi da First Solar riguardano anche il miglioramento dell’efficienza di conversione dei moduli solari. Nel mese di ottobre 2013, la sua linea di produzione principale ha raggiunto una efficienza media del 13,9%, un valore che dovrebbe essere raggiunto da tutte le altre linee nel corso dei prossimi trimestri.

Con l’efficienza media dei moduli che dovrebbe attestarsi intorno al 14% e un costo per watt che diventerà ulteriormente competitivo nel 2014, First Solar puntano ad “aggredire” nuovi segmenti di business aumentando in modo significativo il giro d’affari.

Finora, gli analisti finanziari avevano sottolineato che i produttori di c-Si low cost come Yingli Green avrebbero presto raggiunto e superato First Solar come il marchio a minor costo, minacciando la capacità del leader mondiale del film sottile di competere efficacemente sul mercato. Una posizione di leadership che invece l’azienda potrebbe a questo punto riuscire a conservare.

Fonte: www.greenstyle.it