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La cogenerazione consiste nella produzione combinata e contemporanea di elettricità e di calore da un impianto che utilizza un’unica fonte energetica.

Di norma, l’energia elettrica e termica che utilizziamo quotidianamente sono prodotte in maniera separata: l’elettricità proviene in buona parte dalle grandi centrali termoelettriche, mentre le caldaie convenzionali sono deputate alla produzione di calore.

Il valore aggiunto di un sistema cogenerativo consiste nella possibilità di produrre elettricità e allo stesso tempo recuperare quel calore che di solito rimane inutilizzato e viene disperso in atmosfera.

Per questo la configurazione più comune di un cogeneratore prevede l’integrazione tra un motore, collegato a un generatore elettrico, e un sistema di recupero del calore.
L’energia elettrica prodotta con il cogeneratore può essere ottenuta alimentando l’impianto con fonti fossili (gas naturale, gasolio, benzina) o con fonti rinnovabili (olio vegetale, biogas, biomasse legnose).

I cogeneratori alimentati a fonti rinnovabili, oltre a fruire degli incentivi e delle agevolazioni previste per il risparmio di energia ottenuto, possono anche fruire degli incentivi erogati per l’energia elettrica prodotta con questo genere di fonti.
In tutti casi in cui l’utenza presenta anche una certa richiesta di freddo (per il condizionamento degli edifici o per usi industriali), allora la soluzione ideale è la trigenerazione. Un trigeneratore è un cogeneratore che, da un’unica fonte di energia e con l’ausilio di una macchina frigorifera, produce tre effetti utili: elettricità, calore e freddo.

In altri termini, un cogeneratore può essere visto come un gruppo elettrogeno che, invece di produrre soltanto energia elettrica, recupera anche il calore generato, innalzando così il rendimento complessivo.

Perchè adottarla: i vantaggi energetici

In termini di efficienza, un impianto di cogenerazione presenta rendimenti medi complessivi intorno all’80-90%.
Rispetto alla produzione separata di calore ed elettricità, l’aumento di efficienza è di circa il 30-40%.

Lo schema riprodotto qui a lato (fonte GSE) rappresenta un esempio realistico dei possibili vantaggi energetici della cogenerazione.

Partendo da 100 unità di energia primaria, cioè di combustibile, un impianto cogenerativo può ricavarne 35 di elettricità (in giallo) e 50 di calore utile (in arancione), mentre le perdite (in rosso) sono di 15 unità.
Per ottenere gli stessi risultati con la produzione separata, occorrerebbero 140 unità di combustibile.

La cogenerazione, quindi, assicura in questo caso un risparmio di combustibile pari al 28% rispetto alla produzione separata di energia termica ed elettrica.
Si può vedere come le perdite, in caso di produzione separata, siano imputabili soprattutto agli impianti tradizionali di produzione di energia elettrica, in cui mediamente quasi la metà dell’energia contenuta nel combustibile in entrata se ne va dal camino (quando viene prodotta) e dai fili di rame (quando viene trasportata) sotto forma di calore.

Quando conviene: i vantaggi economici

Valutare la convenienza economica e la fattibilità tecnica di un impianto di cogenerazione significa considerare molte variabili, spesso complesse. Per questo motivo, affidarsi a uno specialista quale DOMOGREEN, è consigliabile per una valutazione energetica accurata.

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